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L'estate più lunga

Quest’estate dal passo frenetico mi ha regalato moltissimo ma altrettanto mi ha insegnato: a monte di tutto ho capito che negli ultimi anni mi sono lasciato prendere troppo la mano da alcune pseudoregole che mi ero dato (da oggi in poi da me chiamate regole del cazzo), la maggior parte delle quali si è rivelata assolutamente inutile se non controproducente. Ora mi sono convinto che se una cosa la si desidera fare o portare avanti, conta solo la volontà di godersi appieno quei momenti.

Ritorniamo sempre al punto cruciale: negarsi qualcosa è dannoso non solo per se stessi ma anche per coloro che ci stanno affianco. Già: proprio come il fumo, solo che anziché fumo passivo l’aria pesante che gli altri respirano è quella dello stato ansioso. Trattenete qualcosa, sia un’emozione positiva che negativa, è sempre estremamente intelligibile anche perché prima o poi tutto verrà comunque a galla.
Intendiamoci, la responsabilità viene al primo posto ma è inutile far diventare questa un pretesto per crearsi problemi che non esistono. Credo che nel momento stesso si prenda una decisione ci sia già stato un ragionamento logico e maturo alle spalle sull’opportunità o meno della cosa. A meno che non siate dei bambocci.
E se per esempio si ha una scadenza (universitaria/lavorativa) a breve e nonostante tutto si vuole concedersi una serata di stacco, ma perché diamine non farlo? Pensate forse che negarvi quell’unica serata sia determinante? Probabilmente invece respirare un po’ vi salverà l’esame e sicuramente la salute.
E se per caso all’improvviso si desidera partire per una quattro giorni di libertà, ma cosa cavolo vi trattiene? E vaffanculo a pensare a quanta roba si possa portare nello zaino, e l’albergo se non è quello non vengo, e porco giuda in moto in due come si fa a farsi 300km? Ma forse è meglio la macchina e allora prendiamo la mia o la tua? Tutte cazzate!! spegni il cervello, monta in sella e parti.

Pubblicato il 27/8/2008 alle 16.23 nella rubrica Diario.

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